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30 settembre

What Tarot Card am I?

 
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You are The Empress
Beauty, happiness, pleasure, success, luxury, dissipation.
The Empress is associated with Venus, the feminine planet, so it represents, beauty, charm, pleasure, luxury, and delight. You may be good at home decorating, art or anything to do with making things beautiful.
The Empress is a creator, be it creation of life, of romance, of art or business. While the Magician is the primal spark, the idea made real, and the High Priestess is the one who gives the idea a form, the Empress is the womb where it gestates and grows till it is ready to be born. This is why her symbol is Venus, goddess of beautiful things as well as love. Even so, the Empress is more Demeter, goddess of abundance, then sensual Venus. She is the giver of Earthly gifts, yet at the same time, she can, in anger withhold, as Demeter did when her daughter, Persephone, was kidnapped. In fury and grief, she kept the Earth barren till her child was returned to her.
 

What Tarot Card are You?
Take the Test to Find Out.

07 dicembre

ChiOsa

 
"Prima o poi inventeranno i depuratori anche per le persone."
                                  
                                                                Dani Dani
 
 
 
P.S.: merci pour toujours, mon nouveau Ami.
 
24 agosto

Rotolando verso SUD!

Un immenso BIIIIIIIIIIIIIIG UUUUUUUUUUP a tutti i massicci, Amici, conoscenti, sconosciuti, che hanno condiviso passi sul mio cammino negli ultimi dieci giorni. Grazie dal profondo dell'anima a tutti voi (alle Galline in particolare) che mi avete donato sorrisi, pace e assenza cerebrale... mi ci voleva!
Io me ne vado a casa, in Salento, sorelle e fratelli.
Al ritorno avrete foto e parole dettagliate.
Con verace Amore,
                                   la vostra affezzionata molli.
10 agosto

Il pArto sepolto

 
Parole sporche, bruciate, labili ed evanescenti.
 
Alito etilico ed unghie perfette.
 
Dolce é il sapore fumante: prima tra le sue labbra, nella sua bocca, poi in me. Eclissa volontà, pensiero ed insonnia, é quindi assuefazione la mia? Sento nell'esofago il lurido peso della mente.
 
Ogni verbo é vano, nudo, vuoto in faccia alla totale assenza della pratica.
 
Può l'essere umano non guarire da una dipendenza?
Può l'essere umano vivere in volontaria e totale solitudine apparente?
Può lui fare questo circondandosi di rapporti di cartapesta?
 
Il raziocinio inzuppato d'alcol quanto basta per mantenere lo stato di semi-incoscienza dettato dal mai silente Blando Comando Telecomandato, dannato testardo! 
21 giugno

Araba Fenice

Per rinascere dalle mie ceneri, ancora una volta,  DEVO attingere alla sensibilità altrui. Cambio punto di vista sforzandomi di indossare occhi non miei. Come sempre in differita...
 
 
"Quello che non c'é" Afterhours
 
Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è

Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è

ARRIVA L'ALBA O FORSE NO
A VOLTE CIO' CHE SEMBRA ALBA NON E'
MA SO CHE SO CAMMINARE DRITTO SULL'ACQUA E
SU QUELLO CHE NON C'E'

Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
RIVOGLIO LE MIE ALI NERE, IL MIO MANTELLO
LA CHIAVE DELLA FELICITA' E' LA DISOBBEDIENZA IN SE'
A QUELLO CHE NON C'E'


PERCIO' IO MALEDICO IL MODO IN CUI SONO FATTO
IL MIO MODO DI MORIRE SANO SALVO DOVE M'ATTACCO
IL MIO MODO VIGLIACCO DI RETSARE SPERANDO CHE CI SIA
QUELLO CHE NON C'E'

Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è

ED ECCO ARRIVA L'ALBA, SO CHE E' QUI PER ME
MERAVIGLIOSO COME A VOLTE CIO' CHE SEMBRA NON E'
FOTTENDOSI DA SE', FOTTENDOSI DA ME
PER QUELLO CHE NON C'E'
03 marzo

*** #12

Rabbia radicata e gorgogliante, profonda ribolle nel calderone del mio ventre.
Fuoco scorre sotto pelle, in fondo al petto, brucia l'animo mio e sangue riempie occhi, orecchie, narici e bocca. Da questi pertugi esso sgorga lento e caldo, serico é il suo tocco, rubicondo é alla vista. Nervi tremuli e carne svanita percossa da un'elettricità insostenibile: questo sono, questo mi sembra d'essere.
Da un lato.
Il versante oscuro della mia Luna é au milieu, ibrido schizofrenico di sentimenti, pensieri ed immagini che diverranno ricordi.
Un giorno.
Freddo, distaccata, calcolo, razionalità.
Vorrei vestire, SEMPRE, un impermeabile di indifferenza; vorrei vedere scorrer via sulla sua superficie, rapidi silenti indolori, visi ed accadimenti della mia esistenza, ma io SONO NUDA, lo sono sempre stata e come una spugna m'intingo di attimi di vita, VITA VERA, "per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto".
10 gennaio

Senza parole

 
"La perfezione non si crea in nove mesi."
 
Anonimo bellunese
 
 
 
Il "resto", tutto ciò che mi gira dentro, é intrappolato nel mio cervello, molto meno malato di quanto pensassi fino a poco tempo fa, ma non ancora in grado di esprimere in bello scrivere ciò che è adesso. Ergo, per ora mi approprio di questa frase, estrapolata ad hoc da un repertorio attoriale di pessima qualità.
22 settembre

*** #11

Ora sembro proprio Alice che affoga fra le sue lacrime prima di passare per la bocca della serratura.

31 agosto

*** #10

Dolce rapitore di pensieri,

eclissato è il mondo

solo al più piccolo cenno

di un sorriso sulle tue labbra.

Doni luce alla mia anima,

purificando ogni artefizio

atto a tutelare la mia essenza,

mi spogli d'ogni difesa.

Solo con lo sguardo carichi

il mio corpo d'elettricità sferica;

marionetta tra le tue mani

m'abbandono senza alcuna remora.

Una tortura straripante piacere

mi attende nella tua bocca,

un'infinitamente aurea attesa

del tuo risveglio, per i tuoi occhi.

Ciò che é stato non é più,

naufraga fra i tuoi respiri,

abbattuta la razionalità,

mi perdo in te.

28 luglio

Coelho docet

"Amare è come una droga: all'inizio viene la sensazione di euforia, di totale abbandono. Poi il giorno dopo vuoi di più. Non hai ancora preso il vizio, ma la sensazione ti è piaciuta e credi di poterla tenere sotto controllo. Pensi alla persona amata per due minuti e te ne dimentichi per tre ore. Ma, a poco a poco, ti abitui a quella persona e cominci a dipendere da lei in ogni cosa. Allora la pensi per tre ore e te ne dimentichi per due minuti. Se quella persona non ti è vicina, provi le stesse sensazioni dei drogati ai quali manca la droga. A quel punto, come i drogati rubano e s'umiliano per ottenere ciò di cui hanno bisogno, sei disposto a fare qualsiasi cosa per amore."

25 luglio

Comunicazione di servizio

Mi sono permessa per la prima volta di cancellare dei commenti, erano stati fatti su tre foto appartenenti all'album "Vita Nova". L'ho fatto perchè accetto le critiche, i giudizi di ogni genere, ma non gli insulti gratuiti da parte di gente che ignora ciò che commenta con pura e gratuita cattiveria.
"E non ho nient'altro da aggiungere su questa faccenda".

Quadro bucolico

Seduta su un'altalena ondeggia avanti e indietro, spingendosi appena, quasi innavvertibilmente, con la punta dei piedi nudi che poggiano sull'erba rinfrescata dal vento.
Una sigaretta sopperisce la carestia fra le sue labbra.
Romantica, vezzosa e superba alza lo sguardo al cielo con la volontà di scovare qualche stella arrugginita tra la fitta trama di nuvole industriali.
12 luglio

Confuse parole

Più reale é di notte il ricordo dei respiri rispondenti,
più dolente l'assenza nell'alcova semivuota.
 
L'attesa d'un futuro anelato ormai prossimo,
delirante dipinge sul soffitto il talamo che sarà.
 
Sebbene giorni ancora hanno da passare
prima di sentirti di nuovo grave su di me,
 
ovunque sei.
16 giugno

Immaginario sentiero dedicato

"Oceans" Pearl Jam
 
Hold on to the thread
The currents will shift
Glide me towards you
Know something's left
And we're all allowed
to dream of the next
Oh the next... time we touch.........


You don't have to stray
Two oceans away
Waves roll in my thoughts
Hold tight the ring
The sea will rise
Please stand by the shore...

I will be...
I will be...
There once more.........

 
"Resta aggrappato al filo
Le correnti cambieranno
Trascinandomi verso di te
Sai che qualcosa é rimasto
E ci é permesso
Di sognare dalla prossima
Oh la prossima... volta che ci toccheremo.........
 
Non devi vagare
Per gli oceani
Le onde si muovono nei miei pensieri
Stringi forte il salvagente
Il mare si alzerà
Per favore resta a riva...
 
Io sarò...
Io sarò...
Lì ancora una volta........."
 
 
30 maggio

Di nebbia ed ombra

Niente da fare. Continuo ad ascoltare questa canzone e mi stupisco ogni volta del testo minuziosamente reale. Ogni volta, però, allo stesso modo resto basita davanti alla mia incapacità di comprenderne appieno un verso in particolare. Capito, sì, ma non assimilato... come sempre teoria e prassi ineluttabilmente divise quando di sentimenti si tratta.
 
 
"Blando comando telecomandato"   PGR
 
Connaturato alla forza, simbolo di vigore
luogo, forma d'amore.
Strappato palpitante ne contemplava il valore
scossa vivificante, pulsante ardore.
E' organo in commercio, cedibile, predato
muscolo, pompa, blando comando telecomandato.
Piagnucoloso asilo d'ogni pochezza
pompa, blando comando
vezzeggiato prorompe dalle scene, avvilito serve le rime sceme
pompa, blando telecomandato.
 
Pompa, blando comando.
 
L'ottusità del cuore intorpidisce la mente,
svilisce passato e futuro, dispera il presente.
Più che diritti ha obblighi la verità del cuore,
doveri biologici, doveri d'onore.
 
Vengono dentro al sonno i timori
chi può dire che succederà, no,
non c'è tensione priva d'ostacoli pneumodimanici.
 
L'ottusità del cuore intorpidisce la mente,
svilisce passato e futuro, dispera il presente.
Più che diritti ha obblighi la verità del cuore.
doveri biologici, doveri d'onore.
 
25 maggio

In morte di un ricordo #3

Si volta verso la parete vuota: le impronte di vecchie foto e poster appesi creano un bianco sporco che lo soddisfa come vedere la neve inquinata dai gas di scarico, come osservare il mare in tempesta, come una bella ragazza triste.

La posizione impedisce ai raggi solari di infastidirlo ed il colore di quel muro con tutte le sensazioni legate ad esso rendono silenzioso quel ticchettio tanto asfissiante che tormenta il suo mal di testa.

Stringe gli occhi e la fantasia dipinge le pareti della sua scatola cranica.

Bianchi soffici cristalli di neve macchiati inesorabilmente dalle automobili, dall’aria inquinata, dalle calzature delle persone, dalla terra stessa, non possono che creare un sorriso sul suo volto poiché sono l’esempio più eclatante di come ogni cosa, tutto al mondo, anche ciò che crea felicità, prima o poi muta e infine svanisce portando via con sé la pace d’animo che crea o il dolore che lacera. La certezza che ogni cosa ha un’origine ed una fine gli fa canticchiare a bassa voce “Non c’è niente che sia per sempre…”: piena consapevolezza di far parte di un ciclo vitale ineluttabile che mai ha subito modifiche e mai ne subirà, se non per la brama di onnipotenza insita nel genere umano.

Un respiro profondo e cambia l’immagine.

Il mare in tempesta: l’unica cosa capace di quietare il suo spirito ribelle. Pensa che se una così immensa moltitudine di particelle, mai doma, trova il suo sfogo, allora anche ciò che ha dentro di sé, sul fondo dell’anima, può agitarsi, scatenare tutta la sua ira, far tornare a galla le proprie disgrazie per poi tornare calmo, sebbene solo in apparenza. Sa di essere come il mare: perennemente in moto, mai lo stesso, nonostante agli occhi superficiali paia non cambiare mai d’aspetto.

Altro respiro profondo, sente la sabbia pungere il volto, l’odore di salsedine nelle narici, poi tutto svanisce per lasciare posto ad un’altra figura, ad altri pensieri.

Incontrare una splendida creatura femminile, dai lineamenti delicati, dalla pelle morbida, dal profumo avvincente, col viso corrucciato, la bocca piegata all’ingiù, ferma sulla banchina della stazione o seduta su di una panchina in un parco, crede sia uno dei miracoli della natura. Vede in questo la molteplicità di abbinamenti che la vita riesce a creare. Vede un’anima da restaurare. Vede un’immagine piacevole deturpata da sensazioni sgradevoli.

Vede! Vede! Osserva!

Improvvisamente realizza l’ennesimo suo vizio: osservare, scrutare, esplorare la realtà da svariati punti di vista. Spesso si perde in quest’azione ripetuta infinite volte nella sua esistenza. Da un particolare genera una storia, immagina accadimenti, parole, sguardi; compone una verità parallela generata da pura immaginazione delirante e dilagante fino a tingere di menzogna ciò che è in verità, a volte persino la sua stessa vita.

Muove le gambe intorpidite, si copre le spalle.

Le lenzuola fredde lo svegliano un po’.

07 maggio

*** #9

Posa lo spirito lieve;
posa il corpo sollevato dagli affanni quotidiani;
posa la mente, distante dalle voci,
lontana dai rumori, silente.
 
Resta in quel nero limbo vuoto,
guidato da immagini oniriche,
cullato da pensieri che non sai.
 
Agl'iridi tuoi non giunga il carro
trainante dorata luce;
che rimangano nascosti, preziosi smeraldi impuri,
riparati da dolci palpebre morbide.
 
Alla porta, sulla finestra,
in allerta sta chi con devozione
al tuo sonno veglia.
 
Posa, Eros, nel giorno principiante.
19 aprile

*** #8

Può il tempo svanire, non aver più significato il suo scorrere? Può non essere più definito, dato e sfuocare perfettamente in un "sempre" od in un "mai"? Certamente l'attesa lo modella, lo dilata trasformandone le unità di misura che si confondono ed intrecciano per ricongiungersi in un unico momento, quello in cui gli occhi si perderanno e ritroveranno nei suoi, ancora, come la prima volta.
Calma mi pervade e felicità irradia la mia anima nel contatto fisico reale ed anelato che si concretizza come un istinto primitivo e primario senza l'intervento di volontà alcuna.
Sole e brezza primaverile giunti da nord est hanno portato in dono il mio equinozio. Si azzera il mio tempo, lo spirito mio si posa trovando ristoro in immensi verdi prati.
Il flusso ininterrotto di pensieri tace e contemplando Lui mi perdo.
13 aprile

Dal soffitto

Aria.
Aria che corre forte, sferza ogni parte di me. Violanta fischia una dolce melodia per poi trasformarsi in miliardi di terminazioni nervose sfiorate. Aria morbida e rossa lo dipinge. Aria calda che ha un odore insolito e sconosciuto. Aria inquinata: prima entra, poi risale dai loro polmoni. Aria percorsa da una nuova energia che rende il resto solo sfondo e si propaga da loro due, dalle parole, dai gesti, dai respiri, dai battiti, dai mille suoni di cui sono capaci i loro corpi.
Energia e voglia multiforme nascono da movimenti, si nutrono di sguardi, affogano nei sorrisi e riaffiorano con i brividi. Le puoi vedere espandersi fino a saturare ogni molecola d'aria di quell'odore mai sentito prima, così dolce ed invitante, così invadente in loro, così urgente per loro.
Non c'é ragione logica che tenga, c'é solo la pressante necessità di vivere ogni pianeta di quell'universo sconosciuto, di camminare per ore in ogni vallata dell'altrui corpo ed anima. Estremo bisogno di cullarsi in una realtà straordinaria li contagia, irrefrenabili sulla loro strada, ormai proiettati oltre la felicità, si scrutano, si cercano.
Coincidenze e corrispondenze. Tante, troppe da realizzare.
Inevitabile lasciarsi travolgere da una miscela tanto accattivante.
 
Da quassù assisto inerme e contenta alla mia morte e rinascita.
Grazie.
14 marzo

La nascita dell'Angelo nero

Rinasco a medesima vita, immutato nella forma, ma con spirito cangiante. Determino i miei spazi. Essere di fiamme, catartigo sorgo gettandomi alle spalle ciò che tristo e greve mi rende.
In principio fu il rosso caldo di un abbraccio stretto e pacifico ad accudirmi. Mentre io l'osservavo, curando non si spegnesse, quel fuoco fu il primo carnefice della mia anima.
In seguito spiccai il volo in un cielo azzurro; mi donò confortevole quiete, creò in me immensa calma, infine si rivelò solo un sogno infranto: si annuvolò d'improvviso e tempesta non tardò ad abbattersi violenta sulle mie certezze, sulla cura per le mie paure, facendo così rinascere in me l'urgenza dell'oscurità e della solitudine.
Poi m'illusi di potermi cullare in un animo viola. Apparentemente mare piatto, accogliente e ristoratore, ben presto si trasformò in burrasca minacciosa, sconvolgendo definitivamente ogni mio capo saldo. 
Ora decido. Lascio la luce del sole, lascio questa vita terrena! Il mio spirito si fa immortale per compiere il mio unico scopo: concretizzare il mio odio per la vita in una guerra eterna contro di essa. Lottare fino all'ultimo contro quel suo potere d'offuscare la mente con sensazioni ed emozioni che non sento mie, che avverto lontane dalla mia essenza. Ogni battaglia servirà ad aumentare la distanza per meglio mettere a fuoco, servirà a recuperare lucidità necessaria per non farmi trascinare in vortici di sofferenza. Morire significherebbe arrendersi, ma io, con freddezza e raziocinio, porterò a termine il mio progetto.
Torno ad essere demone, torno ad osservare ciò e chi mi circonda con sguardo diverso: scelgo la mia strada, abbandono l'angelo luminoso e le sue vesti candide per chiedere asilo al buio, l'unico a rendermi equilibrio e salvezza.
Madre, sorella, cocubina: oh notte, mia complice, spalanca amorevoli fauci per battezzare la mia nuova anima con saliva e sangue.